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L'opinione di Remo Bodei sull'Io mento di Xerra
Critica
Le riflessioni di Remo Bodei, filosofo e insegnate di filosofia, sull'Io mento di Xerra.
L’ “Io mento” costituisce l’emblema dell’ultima riflessione poetica e pittorica di Xerra. Essa è esposta in un manifesto dell’8 maggio 2002, che contiene una lunga serie di “menzogne”, tra cui “mento sulla verità come inganno”, “mento sulle mie contraddizioni”, “meno sulle scelte”, “mento insieme agli altri”…
Sebbene compaia anche in opere precedenti (dipinta trasversalmente su un baule da viaggio, stampigliata su degli spartiti musicali o accostata a “vive” in una tela con I lie o su un Man Ray del 1924 o su un olio, collage, ferro e vernice su tela del 2000), come logo e cifra sostituisce in genere, nell’ultimo periodo, proprio il “vive” precedente, ossia l’espressione usata dai correttori di bozze per segnalare che la parola o la frase già cancellata devono essere lasciate.
Vi è dunque una resurrezione del senso, che resta sotterraneamente nella Via Crucis: come desiderio di riscatto della miseria umana, riconoscimento della sua fragilità, possibilità ultima di districar la verità dal suo impasto di menzogna. La quinta delle nuove Stazioni della Via Crucis mostra il Cireneo che “improvvisaMENTE”.
Non è stato Xerra definito “il Cireneo di Ziano”? Una persona pronta ad aiutare il prossimo, ma consapevole della menzogna che contagia anche l’artista, coinvolto dalla falsità della cultura ufficiale e dal bisogno, spesso di adeguarsi ad essa per potersi affermare, di venire a patti con il mercato per riuscire?
Si è sempre sul punto di inquinare la propria ispirazione e, proprio per questo, occorre essere consapevoli dei compromessi praticati e della menzogna che ne consegue, oltre che dell’aridità di un’arte contemporanea, che – dispersa tra mille linguaggi – sembra divenuta una Babele priva di ispirazione e di coraggio, malata di alessandrinismo e di epigonalità.
Da Remo Bodei, Salire il Golgota, Skira 2004

